Le sue dita e i suoi polsi spezzati sono diventati un simbolo della brutalità dei militari cileni. Il cadavere del 41enne Victor Jara fu ritrovato crivellato di pallottole nei pressi del cimitero di Santiago del Cile, pochi giorni dopo il golpe militare di Pinochet, nel settembre 1973. Ieri un giudice cileno ha riaperto l’inchiesta sulla sua morte ammettendo le richieste presentate dalla vedova e dalle due figlie. Victor Jara era un cantautore, scrittore e uomo di teatro, molto noto come uno dei principali interpreti della cosidetta Nuova Canzone Cilena. La sua colpa: essere un militante del Partito Comunista Cileno e aver appoggiato la campagna elettorale del socialista Salvador Allende nel 1970. Ma quello che il regime temeva di più era la sua popolarità, in crescita anche al di fuori del Cile.
Questo raccontò sua moglie Joan, del riconoscimento del cadavere:
| « Siamo saliti al secondo piano, dove erano gli uffici amministrativi e, in un lungo corridoio, ho trovato il corpo di Víctor in una fila di una settantina di cadaveri. La maggior parte erano giovani e tutti mostravano segni di violenze e di ferite da proiettile. Quello di Víctor era il più contorto. Aveva i pantaloni attorcigliati alle caviglie, la camicia rimboccata, le mutande ridotte a strisce dalle coltellate, il petto nudo pieno di piccoli fori, con un’enorme ferita, una cavità, sul lato destro dell’addome, sul fianco. Le mani pendevano con una strana angolatura e distorte; la testa era piena di sangue e di ematomi. Aveva un’espressione di enorme forza, di sfida, gli occhi aperti. » |
Dopo averlo ucciso, i militari cileni proibirono la vendita dei suoi dischi e ordinarono la distruzione delle matrici.

