6 Maggio 2008...4:00 pm
Ucciso dai nazisti, 63 anni dopo la liberazione di Mauthausen
Era il 5 maggio 1945 quando fu liberato l’ultimo campo di concentramento e di sterminio nazista: Mauthausen insieme con tutti i suoi sottocampi fra i quali Ebensee e Gusen. Come ci ricorda l’Aned, l’associazione degli ex deportati politici, proprio ieri ricorreva il 63esimo anniversario della liberazione del campo. E’ passato tanto tempo ma purtroppo è ancora possibile morire per mano dei nazifascisti. Ieri ha infatti perso la vita un ragazzo a Verona, Nicola Tommasoli, colpevole solo di essersi rifiutato di dare una sigaretta ad altri 5 ragazzi. Nel leggere questo episodio la mente ci riporta subito all’interno dei lager nazisti nei quali si poteva perdere la vita per niente, magari per aver rivolto lo sguardo ad una SS o magari per essersi rifiutati di dare una sigaretta ad un kapò. L’amico testimone di Nicola, descrive gli aggressori come cinque bestie che si sono accanite sul corpo del ragazzo, ed anche qui ci vengono in mente tutte le volte che i nostri ex deportati hanno definito le SS come bestie. “Purtroppo - dice l’Aned - ancora oggi dopo 63 anni dall’apertura del cancello di Mauthausen si può morire senza motivazione per mano di nazifascisti. Cercheranno di sminuire questo episodio, catalogandolo come di semplice cronaca nera e non di matrice politica, ma questo è un errore che vogliono indurci a fare ma che noi non possiamo tollerare con il silenzio. Possibile che dopo tutti questi anni, dobbiamo ancora raccomandare ai nostri figli di stare attenti ai nazifascisti, e come facciamo a riconoscerli? Come poteva Nicola riconoscerli, non avevano uniforme, non avevano segni evidenti di distinzione, proprio come quei fascisti che 64 anni fa fecero deportare i nostri cari con destinazione Mauthausen, Ebensee, Gusen”.
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