16 Marzo 2008...8:16 am
Stanno per cadere i muri di Belfast?
Chiunque abbia visitato Belfast in tempi recenti non può non essersi imbattuto nella cosiddette “peacelines”, denominazione eufemistica e involontariamente ironica per definire le terrificanti barriere di cemento e lamiera che continuano a dividere i quartieri cattolico-nazionalisti da quelli unionisti-protestanti). Dieci anni dopo la firma dell’Accordo che ha concluso il conflitto, pur di fronte a una pace effettiva ed ‘esemplare’, la città continua a essere divisa da una quarantina di questi veri e propri “muri”, indispensabili per evitare violenze tra le due comunità (lanci di sassi e bottiglie incendiarie sono tuttora all’ordine del giorno).
Il primo fu eretto nel 1969, l’ultimo appena questa estate per proteggere la scuola elementare mista di Hazelwood. Secondo politici, amministratori locali e vari opinion leader la popolazione continuerebbe a volerli per motivi di sicurezza. Eppure alcune settimane fa un sondaggio indipendente effettuato da un’organizzazione di irlandesi d’America ha ribaltato completamente questa convenzione: l’80% degli intervistati dice che è l’ora di eliminare gli ultimi muri che ostacolano la pace. Dimostrando che forse sono proprio queste barriere fisiche e culturali a inibire l’integrazione.

1 Commento
16 Marzo 2008 alle 5:20 pm
Ciao
E’ vero esistono ancora queste “barriere fisiche”che delimitano i quartieri ed è altrettanto vero che gli stessi abitanti vorrebbero che fossero eliminati.Se cammini per le vie delle falls ti accorgi che si respira un’aria di maggiore tranquillità rispetto ad alcuni anni fa e che la gente costruisce ponti di speranza e dialogo perchè inizia a credere che ci sarà un futuro migliore.Questo processo di pace è iniziato e continua proprio perchè la maggioranza della “gente comune”che vivono a Belfast e in altre città dell’irlanda del nord lo hanno voluto fortemente. E forse i muri rimangono perchè è la “vecchia classe politica inglese “che non vuole abbatterli.Per gli inglesi essi sono il simbolo della ancora attuale necessità di mantenere il controllo sul popolo irlandese
Graziella
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